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La balade à cheval in Camargue è un'escursione da non mancare se si ha l'occasione di visitare questa regione. Quale può essere infatti il modo migliore per penetrare le immense distese di campi e paludi, attraversate solo da sentieri e abitate da una ricchissima fauna, che altrimenti non potrebbe essere osservata? 

 

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Cavalcare un cavallo di razza "Camargue" ti mette ancora di più a contatto con questa terra per molti versi difficile, umida e ventosa, dagli inverni spesso rigidi e dalle estati infestate da insetti. La selezione naturale ha fatto di questa razza un cavallo forte e resistente, cui basta un'alimentazione povera, fatta di erba di pascolo, per restare in ottima salute. Può resistere a lunghe astinenze, alle intemperie e a lunghe camminate; è l'unico cavallo in grado di brucare sott'acqua.

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Di origine probabilmente autoctona, è considerato uno dei più antichi al mondo.

Dal vello scuro alla nascita, si schiarisce verso i 5 anni di età, diventando bianco, cosa che gli permette di meglio resistere ai raggi del sole e all'attacco degli insetti.
Assieme al toro nero e al fenicottero rosa è uno dei simboli della regione; viene allevato in modo estensivo in branchi e in semi-libertà ed è la cavalcatura esclusiva dei gardians che l'utilizzano per accudire il bestiame, nonché in numerose feste popolari. 

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Molti racconti folkloristici ne narrano l'origine in quanto "cavallo nato dalla schiuma del mare". La leggenda più famosa racconta di un uomo inseguito da un toro nero sulla spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer, che per scampare al pericolo si gettò in mare. Sopraffatto dai flutti fu salvato da uno stallone che uscendo dalla schiuma del mare gli disse "non sarò mai tuo schiavo, ma tuo amico" e divenne il capostipite del cavallo di Camargue.

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Quello che ho montato io non era creatura d'acqua, ma di cielo: Eclipse.
Non poteva che chiamarsi come un fenomeno astronomico, il mio.

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Quello del Marco invece era tutto nero. Niente da dire: quanto a complementarità, siamo proprio a cavallo!

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