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buona notte
amico mio
la buona notte del giovedì te la regala l’anto che danza
ho
indossato i miei sonagli ai polsi a alle caviglie e comincio a disegnare
nell’aria il mio sogno per te.

la punta del piede destro traccia la curva
della luna e la luna ti vede sulla nave
legge il tuo ricordo di quand’eri
nella città dei pensieri e ogni giorno te ne spuntava uno diverso sulla fronte. ne uscivano a fronde come i palchi dei cervi e l’anto li leggeva accarezzandone
le ramificazioni, che non sono secche ma germogliano.
il primo germoglio è un
fiore


il mignolo sinistro vibra e accende un stella. è quella che non
vedi perché è morta 5 miliardi di anni fa, ma lei ti ha visto nascere nella
città della luce.
il secondo bagliore è un lume

il piede sinistro si
solleva nel vuoto e ti tiene sospeso nella città del vento. lo senti ora che
sussurra al tuo orecchio le parole che non mi hai detto.
il terzo sospiro è una parola

il polso destro
traccia un cerchio e disegna il sole che non hai mai trovato nella città delle
nebbie. è lo specchio del tuo volto che ride.
il quarto raggio è un sorriso

e ondeggiando ti porgo il mio
dono: un sorriso che è parola amica che germoglia un fiore al lume di un ricordo dal
quale esce il sonno che ora ti coglie


buona notte amico mio