Passaggio a Saint Rémy de Provence

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Questa bella cittadina ai piedi delle Alpilles è celebre, oltre che per aver dato i natali a Nostradamus ed aver ospitato Vincent Van Gogh durante il suo ricovero all'ospedale psichiatrico di Saint Paul de Mausole, anche per le rovine romane di Glanum.  Gli scavi  hanno rivelato tre insediamenti successivi: ellenistico, romano e gallo-romano, con foro, templi, arco e mausoleo di età augustea, monumenti pubblici, terme, case con mosaici e iscrizioni.
All'ingresso del sito archeologico sorgono Les Antiques. Così sono chiamate le due costruzioni monumentali del mausoleo dei Giulii (eretto tra il 30 e il 20 a. c.) e l'Arco di Trionfo (10 d. c.), decorato da rilievi che illustrano la conquista della Gallia da parte di Cesare.

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Il nostro passaggio per il centro della cittadina provenzale è stato frettoloso ma ci ha permesso di coglierne comunque il fascino e di classificarla tra i posti da rivisitare con calma non appena possibile.

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Passaggio a Saintes-Maries-de-la-Mer

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Di questa cittadina dal fascino particolare, sia per la storia che per le tradizioni e l'ambiente, avevo già raccontato qui
A distanza di qualche anno ci siamo tornati. Cambia la stagione ma il fascino è lo stesso:

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Il passaggio ci ha permesso di fare scorta dell'ottimo sale e del riso di Camargue.

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Il mistral soffiava forte per la gioia dei surfisti e degli aquiloni.

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Ci saluta infine la croce di Camargue, che unisce Fede, Carità e Speranza di tornare al più presto.

Le Mas des Sables – Aigues-Mortes

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Il modo ideale di soggiornare in Camargue è senza dubbio quello di essere ospitati in uno dei tanti "mas", casolari trasformati in alberghi che possono avere in modo più o meno marcato un'impronta agrituristica.

Il Mas des Sables a Aigues-Mortes è un hotel ristorante che si trova nel cuore della Piccola Camargue; in mezzo a un parco di sette ettari, 18 costruzioni ospitanti stanze e appartamenti sorgono laddove un tempo esistevano solo le sabbie paludose che hanno dato il nome alla struttura.

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La colazione in terrazza è qualcosa di davvero godurioso, il relax alla piscina circondata da tamerici, melograni e oleandri ti fa sprofondare in un oblio terapeutico in cui le cure quotidiane come per magia si ridimensionano e tutto scorre via veloce, lieve e silenzioso. Anche il tempo, che è volato.

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Il parco dà sul fiume, lungo il quale una passeggiata porta direttamente al centro di Aigues Mortes.

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La nostra stanza è molto accogliente e il vin de sables rende l'atmosfera, se possibile, ancora più calda, soffice e carezzevole.
Del resto, già appena arrivati avevamo capito che lì si poteva stare.

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Parc Ornithologique de Pont de Gau

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Tappa imprescindibile della visita in Camargue, questo parco si trova a 4 km da Saintes-Maries-de-la-mer. Nato dall'idea di un appassionato ornitologo, André Lamouroux, che nel 1949 ne creò il primo nucleo, fu poi trasformato dal figlio in una grande tenuta aperta al pubblico, attrezzata con camminamenti e punti di osservazione per permettere ai visitatori di osservare le numerose specie in libertà nel loro ambiente.

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Oggi è un parco di 60 etttari percorso da 7 km di sentieri che si snodano in tre percorsi attorno a stagni, paludi, canneti, "sansouires" (le tipiche praterie salate, ricoperte da salicornie e infiorescenze saline) e canali di irrigazione. Questa diversità favorisce la presenza di una grande varietà di specie avicole, sia sedentarie che migratrici: fenicotteri, aironi, cicogne, egrette, pavoncelle, anatre, gufi ed altri piccoli rapaci.

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La biodiversità si ripercuote ovviamente su tutta la catena alimentare: batraci, rettili, insetti, pesci e mammiferi (lontre, nutrie, castori), anche se sono più difficil da osservare, sono ben presenti sul territorio.

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Le voliere presenti nel parco servono ad ospitare esemplari malati o incapaci di sopravvivere in cattività; esiste un centro di cura del parco, che riceve in media 350 esemplari all'anno. Tutti i nuovi nati sono sistematicamente rimessi in libertà.

La Camargue è la dimora di più di 400 specie di uccelli con gli stagni di acqua salata che forniscono uno dei pochi habitat europei per il fenicottero rosa.
Dall'inizio degli anni '70, la più grande colonia di fenicotteri rosa del Mediterraneo occidentale si riproduce su una isola in Camargue: da 10.000 a 15.000 coppie di fenicotteri rosa nidificano qui ogni anno.

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Peccato per la giornata un po' grigia, con il sole i flamands sarebbero stati molto più… faimmanti! 

 

 

 

Happy Birthday Edwin Land

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Il 7 maggio 1909 in una cittadina del Connecticut vedeva la luce Edwin Herbert Land.
Continuò a vederla, la luce, e ad esserne ispirato nella più spettacolare delle sue magie.
Inventore della  Polaroid camera, il rivoluzionario apparecchio fotografico a sviluppo immediato, fu il primo a far sì che una fotografia si facesse anche condivisione immediata di immagini ed emozioni.

Life dedicò a questo genio la copertina e uno speciale nel numero del 27 ottobre 1972. 

Quale modo migliore per celebrare il suo giorno che rileggerne le parole e riascoltare il fantastico rumore della pellicola che esce dalla sx-70?

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Impossible color film for sx-70

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Update:
da Fotografare del luglio 1972, quando della "Aladino" si conosceva solo il progetto e la si aspettava con ansia:


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Passeggiata a cavallo in Camargue

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La balade à cheval in Camargue è un'escursione da non mancare se si ha l'occasione di visitare questa regione. Quale può essere infatti il modo migliore per penetrare le immense distese di campi e paludi, attraversate solo da sentieri e abitate da una ricchissima fauna, che altrimenti non potrebbe essere osservata? 

 

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Cavalcare un cavallo di razza "Camargue" ti mette ancora di più a contatto con questa terra per molti versi difficile, umida e ventosa, dagli inverni spesso rigidi e dalle estati infestate da insetti. La selezione naturale ha fatto di questa razza un cavallo forte e resistente, cui basta un'alimentazione povera, fatta di erba di pascolo, per restare in ottima salute. Può resistere a lunghe astinenze, alle intemperie e a lunghe camminate; è l'unico cavallo in grado di brucare sott'acqua.

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Di origine probabilmente autoctona, è considerato uno dei più antichi al mondo.

Dal vello scuro alla nascita, si schiarisce verso i 5 anni di età, diventando bianco, cosa che gli permette di meglio resistere ai raggi del sole e all'attacco degli insetti.
Assieme al toro nero e al fenicottero rosa è uno dei simboli della regione; viene allevato in modo estensivo in branchi e in semi-libertà ed è la cavalcatura esclusiva dei gardians che l'utilizzano per accudire il bestiame, nonché in numerose feste popolari. 

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Molti racconti folkloristici ne narrano l'origine in quanto "cavallo nato dalla schiuma del mare". La leggenda più famosa racconta di un uomo inseguito da un toro nero sulla spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer, che per scampare al pericolo si gettò in mare. Sopraffatto dai flutti fu salvato da uno stallone che uscendo dalla schiuma del mare gli disse "non sarò mai tuo schiavo, ma tuo amico" e divenne il capostipite del cavallo di Camargue.

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Quello che ho montato io non era creatura d'acqua, ma di cielo: Eclipse.
Non poteva che chiamarsi come un fenomeno astronomico, il mio.

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Quello del Marco invece era tutto nero. Niente da dire: quanto a complementarità, siamo proprio a cavallo!

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Aigues-Mortes

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Petite Camargue, così è chiamata la zona al di là del ramo ovest del delta del Rodano che delimita la Camargue propriamente detta. Qui siamo nel Languedoc-Roussillon, dipartimento del Gard, ma il panorama non cambia molto rispetto alla più estesa zona delle Bouches-du-Rhône: distese di campagne pronte ad essere allagate per la coltivazione del riso, una fauna autoctona molto caratteristica, agriturismi, o meglio "mas", sparsi qua e là in mezzo al verde e le saline.
E qui, dove l'acqua e la terra si mescolano l'una nell'altra dando vita a una miscela originalissima di paesaggi e di vita troviamo anche questo piccolo gioiello di cittadina medievale.
 
Aigues-Mortes è storicamente legata alla figura di re Luigi IX il Santo, che da qui si apprestò a partire per la settima e l'ottava crociata (nel 1248 e nel 1270) dopo essersene fatto dare il controllo dall'Abbazia di Psalmodie.
Fu lui a far costruire la Tour Carbonnière prima e la Tour Constance poi, con lo scopo di controllare l'accesso a Aigues-Mortes.

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Il nome del villaggio richiama le paludi che la circondano, le sue mura medievali sono perfettamente conservate, il suo monumento più importante è la cattedrale Notre-Dame des Sablons, risalente alla fine del XII secolo ma trasformata e restaurata più volte.
Le sabbie su cui la città è costruita ritornano in continuazione nei toponimi e nei prodotti del luogo, a cominciare dal celebre Vin des Sables, tipico della Camargue. 

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Oggi Aigues-Mortes è una cittadina turistica, le cui stradine pittoresche racchiuse nella particolare pianta quadrata e le numerose porte ogivali offrono scorci davvero carateristici.


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Il Canal du Rhône à Sète che collega la cittadina al Rodano permette piacevoli gite a bordo di péniche che costeggiano le campagne, regno dei cavalli e dei tori di Camargue, nonché di una ricchissima fauna avicola.

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Lungo le sponde del canale nei pressi della città sono attraccate numerose chiatte adibite ad abitazione; alcune sono delle vere e proprie ville dalla superficie di centinaia di metri quadrati, con tanto di piscina sul ponte e tutti i comfort.

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L'attività economica principale è quella dell'industria del sale, ma grande importanza hanno l'agricoltura, basata soprattutto sulla coltivazione del riso e della vite, e l'allevamento dei tori e dei cavalli. 

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La prima margherita della stagione

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Non è un fiore ma ha un profumo buonissimo. 
La prima puntata dell'anno sull'isola di Sainte-Marguerite (la più grande delle Lérins, l'arcipelago che si trova di fronte al golfo di Cannes) ha sempre la ritualità di un'iniziazione, è un po' come la cerimonia inaugurale della stagione del mare e del sole. 
Non è mai troppo caldo quando si prende per la prima volta il battello per la breve traversata, ma è proprio quel venticello fresco che si mette in moto quando partono i motori, che ti fa venire ancora più voglia di sole e già cominci a pregustarti quello che troverai sulle note rocce che si affacciano sull'isola di Saint-Honorat.

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Il profumo, dicevo. E' quello dei pini e del mare. Della terra rossa e dell'olio solare. 
I colori sono più caldi dell'aria, che è ancora frizzante ma suona note dolcissime.


music: Fountain by IAMAMIWHOAMI

La Locanda à Nice

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Di questo ristorantino nizzardo mi avevano parlato bene già da tempo, ma solo oggi abbiamo avuto l'occasione di andarci, complice l'invito di un amico che ci ha proposto un pranzo al sole sulla sua bella terrazza.
La locanda si trova fuori dalle direttrici strettamente turistiche di Nizza, appena all'inizio delle colline che si estendono ad est della città, ma sufficientemente vicina al centro da essere raggiunta in pochi minuti a piedi, partendo dal nostro quartiere.

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La location è davvero carina: un giardino, delle terrazze e un bell'ambiente interno accolgono gli ospiti per offrir loro a mezzogiorno un appetitoso menù fisso e alla sera una ricca carta di piatti della cucina italiana.

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Salta subito agli occhi la cura riservata alla qualità degli ingredienti: la zona del giardino dedicata alla coltivazione delle erbe aromatiche e a qualche verdura, la cantina a vista con l'esposizione di bottiglie, salumi e formaggi di qualità garantita, il bancone dedicato alle paste e al pane fatto in casa, sono dettagli decisamente eloquenti sull'importanza che qui viene data alla qualità di ciò che viene portato in tavola.

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La locanda è uno dei 7 ristoranti italiani di Nizza ad aver ricevuto la certificazione di qualità dalla Camera di Commercio Italiana (e chi è stato ameno una volta a Nizza ha visto quanti ce n'è che si fregiano della denominazione generica) e lo Chef Bonizzoni riceve ogni anno molteplici riconoscimenti per la sua attività.

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Oggi il menù del giorno era composto da un antipasto di peperoni al forno con tonno e insalata, dei maltagliati ai funghi e scaglie di garna e una crostata al gianduia. Il tutto delizioso.

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A refaire sûrement, magari una delle prossime tiepide sere d'estate, per assaggiare le prelibatezze che lo "Chef Boni" ci consiglierà.

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(in mancanza dello chef abbiamo qui ritratto uno dei fedeli controllori della qualità del cibo)

Corso fleuri de la reine à Vence

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A Vence la tradizione di celebrare le festività Pasquali con una serie di manifestazioni folkloristiche risale al 1922, grazie all'iniziativa dell'allora sindaco Henri Giraud, che decise di riunire in questi giorni alcune feste religiose per farne un appuntamento speciale. L'elezione della "Reine" de Vence risale ad allora. La cartolina che segue ritrae il sindaco Giraud con la prima reginetta di Vence.

Cartes postales anciennes original 27
Ispirate alla tradizione provenzale, le feste del week end pasquale comprendono balli tradizionali, cerimonie religiose, omaggi ai provenzali celebri e si concludono con la sfilata dei carri fioriti il lunedì di Pasquetta. 
Una fanfara precede il calesse della reine, che apre il corso, in cui si susseguono una decina di profumatissimi carri e qualche gruppo di danzatori esotici.

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Il centro storico di Vence è molto caratteristico, con le sue stradine lastricate e le case di pietra che ospitano negozietti e ateliers di artisti; peccato che la vocazione turistica che volle imprimere al villaggio il suo sindaco più famoso non basti a far sì che essi siano aperti nei giorni festivi. 

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Anche la Chapelle du Rosaire di Matisse è aperta in orari molto limitati e solo nei giorni feriali.

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(ma riusciremo a vederla prima o poi)